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La lezione di Lisa Festa: umanizzare il rapporto medico-paziente

Modugno – Venerdì 23 febbraio, si è tenuto a Modugno, presso la sala “B.Romita”, il convegno “Medici, ammalati, istituzioni”, organizzato dell’associazione “Dall'altra parte”, che intende “intraprendere – si legge nello statuto - iniziative finalizzate alla realizzazione di una sanità più rispettosa della dignità umana e rendere più solidale il rapporto tra medici, ammalati e istituzioni”.

Patrocinato dal Comune di Modugno, ha visto la partecipazione del sindaco Giuseppe Rana, dell'assessore comunale alle Politiche ambientali e Qualità della vita Fedele Pastore e di Michele Trentadue, assessore comunale alla Pubblica istruzione e Beni culturali.
E’ stata l’occasione per riflettere sull’interazione della triade malati, pazienti e istituzioni, e dei modi di come uscire da una concezione aziendalistica della sanità dei DRG, che trasforma l’attività del medico, in numeri, pesi economici e fatturato, disumanizzando il rapporto medico-paziente.
Il motore del convegno è stata l’esperienza di vita vissuta da Lisa Festa, autrice del libro “Sì, no, Miami” (ed. Mondatori), che ha raccontato, ripercorrendo la malattia e il suo lento recupero, la drammatica esperienza dell'ictus e del coma.
“Ho 28 anni, ne avevo 21 quando in discoteca ad un certo punto mi gira la testa. Vedo la parte destra del mio corpo attorcigliarsi mentre la musica continua a suonare. Svengo. Arriva l’ambulanza mi portano in ospedale a Vicenza dove mi fanno tutti gli esami tossicologici. Negativo. Mi sveglio dopo un’ora. Portatemi a casa. Sto bene. I medici mi chiedono: «Assumi cocaina? Droga?». Rispondo di no. Arriva mia madre. Mi chiede se ho mangiato. Rispondo a sillabe. «Qual è il tuo numero di casa» - mi chiede. Non riesco a rispondere. Balbetto.
«Mettiamo su delle flebo altrimenti la perdiamo» – dicono i medici. Mi portano in stanza. Vedo e sento tutto ma non riesco a parlare. Vi assicuro, la cosa più brutta è capire tutto e non riuscire a parlare. Adesso - dice -, sembra non abbia più nulla, ma la mia scala di valori è cambiata”.
Inizia così per Lisa il faticoso calvario della riabilitazione passando per le corsie di un ospedale all’altro. A Ferrara, nel centro di riabilitazione, ha modo di conoscere una sanità a “misura d’uomo” in cui l’oggetto di osservazione per medici ed infermieri, travalica i confini della patologia riconoscendo e restituendo dignità alle persone. Gli ospedali non sono tutti uguali, i medici pure.
“E’ come giocare al lotto – dice Lisa -, devi solo sperare di trovare il medico giusto”.
“Dopo i saluti ‘affettuosi’ a persone venute da lontano”, Armida Massarelli moderatrice ed organizzatrice del convegno, prima di passare il microfono confessa: “quando mi è stato proposto di organizzare il convegno dall’Associazione ‘Dall’altra parte’ ero titubante. Che ci faccio io tra i medici, mi sono chiesta. Ho messo in relazione il mio mestiere di insegnante con quello dei medici ed ho notato che ambedue curiamo le persone. Per questa ragione ho accettato”.
Il racconto di Lisa Festa offre all’Assessore alla Sanità della Regione Puglia Alberto Tedesco, l’opportunità di intervenire sull’argomento ed affermare che la triade medici, pazienti istituzioni pur sembrando in conflitto tra loro, sono a ben guardare “i vertici di uno stesso ingranaggio accomunati dal diritto fondamentale di ogni cittadino: il diritto alla salute”.
Per Tedesco le istituzioni devono porsi l’obiettivo di coniugare questo diritto con la missione dei medici. Pone l’accento sulla prevenzione e vede nelle scuole, l’elemento essenziale capace di creare una “cultura della salute“ . Infine, invita l’associazione a tenere un convegno sul tema anche a Bari.
Interviene Gianfranco Massarelli, a nome dell’associazione “Dall'altra parte”di cui è vice presidente, il quale accetta l’invito delle istituzioni regionali ed annuncia nel contempo la nascita a Modugno della prima sezione decentrata dell’Associazione, che curerà in particolare tutto il territorio dell’Italia del Sud. Arrivano le prime adesioni con la Sezione modugnese dell’Arma dell’Aeronautica. I consensi all’iniziativa non mancheranno.
Massarelli accenna alle ragioni che hanno indotto un gruppo di persone di Brescia a fondare il sodalizio e dei primi risultati raggiunti. Cita l’intesa formalizzata con la Facoltà di Medicina di Brescia per l’avvio di corsi di comunicazione medico-paziente e umanizzazione della sanità.
Massarelli è convinto che è iniziata la più interessante ed importante rivoluzione della medicina che vedrà medici e pazienti alleati per dare un nuovo corso alla sanità.
Un medico, un infermiere potrebbero non restare sempre tali. E’ così facile passare dall’altra parte che “prima o poi gli altri siamo noi”, recitava il testo di una canone di Umberto Tozzi, che aveva come sfondo il disagio sociale.
Interviene Giampaolo Moreschi, presidente dell’Associazione “Dall’altra parte” che rivolgendosi a Lisa, afferma: “Questo libro a me piace per la semplicità con cui usi il linguaggio, superando le barriere della comunicazione”.
Dialoga con Lisa. Le chiede il perché del titolo del libro così strano (Si, no, Miami).
“Non lo so – risponde l’autrice. Ricordo solo che qualsiasi domanda mi facevano rispondevo sempre «Miami»”.
“Chissà – aggiunge – forse tutto è legato ad un viaggio fantastico fatto con una mia amica nel 2002 in Florida a Miami. Avevo 18 anni e 5 euro in tasca”.
“Ricordo quando, purtroppo, sono uscita dall’ospedale di Ferrara .. “.
Moreschi l’interrompe. “Nessuno si aspetta di sentir dire ‘purtroppo’ da una paziente dimessa da un ospedale – fa notare il presidente”.
Eppure per Lisa a Ferrara è accaduto.
“L’ambiente era così bello che la chiamavamo Beauty Farm – riprende Lisa. Si organizzavano serate, ci divertivamo. I medici ci portavano in libreria con le carrozzine. La dottoressa mi spronava intimandomi di alzare il braccio. «Puoi farlo» mi diceva. Anche scrivere un libro sembra cosa impossibile, eppure l’ho fatto. A Ferrara sono rinata. Sono entrata senza parola sono uscita a gambe levate”.
“Ferrara - afferma Moreschi - è il miglior centro di riabilitazione italiano”.
Dal violino di Annarita Lorusso, si diffondono nella sala le note della colonna sonora del film di Benigni “La vita è bella”.
Non è un caso. Un filo accomuna e lega il film di Benigni al libro di Lisa. Il dramma della guerra nel primo, l’ictus ed il coma nel secondo, ma, in ambedue i casi c’è l’uscita dal tunnel.
La speranza e la voglia di vivere hanno il sopravvento.
Così come, quando tornerà a regnare la pace, il piccolo Giosuè potrà continuare a pensare che la vita è bella, così per Lisa, restituita guarita alla vita, la riterrà degna di essere vissuta.
Si susseguono gli interventi, di medici, ed associazioni, desiderosi di testimoniare con la loro presenza, la condivisione della missione dell’associazione “Dall’altra parte”, che, viene detto “attraversa trasversalmente tutte le associazioni che operano nel settore medico e paramendico" e definiscono la propria adesione, un fatto “naturale”.
Il microfono è nelle mani dell’oncologo Mario De Lena che ha prestato la sua opera, assieme a Gianni Bonadonna, presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano.
“Ho imparato nella mia esperienza di medico, che la prima cosa da fare è adeguare il proprio linguaggio a quello del paziente”. L’oncologo osserva che “se le strutture sono fatiscenti, lo sono per il paziente ma anche per il medico”.
Pone l’accento sulla comunicazione medico-paziente e suggerisce che “basterebbe un piccolo stanzino dove il medico possa ricevere i pazienti, per evitare le “tirate di camice” lungo il corridoio da parte di pazienti che vogliono ‘sapere’”.
Il Prof . Antonio Quaranta, Preside della Facoltà di Medicina di Bari intervenendo a chiusura convegno, dichiara subito di voler aprire una posta per finanziare, come già accaduto a Brescia, un corso di comunicazione per gli studenti di medicina, convinto della necessità di insegnare ai futuri medici l’eticità di essere “Uomo” prima ancor che medico.
E dopo aver dato una gomitata alla politica “purtroppo non tutto dipende da noi perché c’è una gestione politicizzata della sanità”, riconosce la valenza morale e sociale dell’associazione “Dall’altra parte”, oltre che la necessità di introdurre nelle strutture sanitarie principi di umanità, ed annuncia così, di voler aprire un canale di comunicazione istituzionale con l’associazione, delegando il Prof. Pietro Izzo a mantenerne i rapporti.
Un altro risultato concreto conseguito dall’associazione “Dall’altra parte” in questo convegno modugnese.
Lisa sorride, il pubblico applaude.

Raffaele Paparella

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