“Lettera aperta” della senatrice Livia Turco, Ministro della Salute, pubblicata dal Corriere della Sera del 9 settembre 2007 sul prestigioso riconoscimento conferito al prof. Gianni Bonadonna dalla Società Americana di Oncologia
Illustre professor Bonadonna, desidero esprimerle la mia più sincera ammirazione ma anche il mio più profondo ringraziamento per aver onorato l'Italia con la sua opera e il suo impegno nel campo della medicina, della ricerca e dell'umanizzazione delle cure. Come testimonia anche il prestigioso riconoscimento conferitole dalla Società americana di oncologia che ha deciso di istituire annualmente il "Gianni Bonadonna Award and Lecture". Un premio che è la riprova dell'importante attività clinico-scientifica da lei rivolte alla platea di oncologi e scienziati di fama mondiale presenti alla cerimonia di San Francisco e voglio confermarle che sarà mia impegno farle mie, esercitando tutte le mie prerogative affinché, come lei ha voluto ricordare, "la sanità sia per tutti perchè tutti meritano la nostra umanità". In questo senso ho colto una suggestiva coincideva con quanto stavamo facendo a Roma, nella stessa giornata, insieme ad alcuni suoi colleghi medici che hanno accettato di collaborare con il ministero della Salute per far sì che la medicina ritrovi la sua capacità di accogliere e assistere chi soffre e ha bisogno di cure. Ad ogni livello di intervento e in ogni singola struttura sanitaria del nostro Paese. E' infatti dalla vostra straordinaria esperienza di grandi medici che hanno dovuto affrontare gravi malattie nel pieno della loro attività, sperimentando di persona cosa vuol dire essere malati e fragili, che è nata la "Consulta dei medici ammalati" per l'umanizzazione della medicina, di cui mi onoro lei abbia accettato di far parte. Desidero infine rinnovarle il mio più profondo ringraziamento per aver rappresentato l'Italia, tutta, con il suo lavoro e le sue straordinarie ricerche, a testimonianza di quanto questo nostro Paese possa dire e dare in termini di innovazione scientifica e sempre dalla parte del malato inteso come persona portatrice di diritti e di dignità inviolabili.Livia Turco