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   <title>Dall&apos;altra parte</title>
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   <title>L&apos;associazione &quot;Dall&apos;altra parte: medici e pazienti insieme&quot; al Meeting del Volontariato a Bari</title>
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   <summary> L&apos;associazione &quot;Dall&apos;altra parte: medici e pazienti insieme&quot; partecipa al Meeting del volontariato 2008 che si tiene a Bari, presso...</summary>
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      <![CDATA[
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L'associazione "Dall'altra parte: medici e pazienti insieme" partecipa al <a href="http://meetingdelvolontariato.csvbari.com/">Meeting del volontariato 2008 </a>che si tiene a Bari, presso la Fiera del Levante.]]>
      <![CDATA[<img alt="DSCN2133.JPG" src="http://dallaltraparte.modugno.it/DSCN2133.JPG" width="460" height="337" />



Nello stand sono illustrate le attività dell'associazione: convegni, incontri con le scuole, iniziative volte alla umanizzazione della medicina. 


<img alt="DSCN2136.JPG" src="http://dallaltraparte.modugno.it/DSCN2136.JPG" width="460" height="345" />



In foto Giacomo Massarelli, attivo socio della sezione modugnese di "Dall'altra parte: medici e pazienti insieme", promotore, insieme al sig. Luigi Sfregola, della partecipazione dell'associazione al Meeting del Volontariato 2008
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   <title>Amministratore di sostegno e problematiche del soggetto debole</title>
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   <published>2008-10-26T10:02:14Z</published>
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      <![CDATA[L’<strong>ADA</strong> ed il <strong>Giardino della Mente</strong> – A.S.S.P.R.A.M. hanno organizzato per il 14 ottobre 2008, con il Patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Bari, presso la Sala Consiliare del Palazzo di Giustizia di Bari, una Giornata di Studio sul tema: <strong><em>Amministratore di sostegno e problematiche del soggetto debole</em></strong> coinvolgendo oltre 200 avvocati e numerosi esponenti di associazioni del volontariato e promozione sociale.]]>
      <![CDATA[L’Associazione  <strong>IL GIARDINO DELLA MENTE</strong> - Associazione per lo Sviluppo delle Scienze Psichiatriche Preventive e Riabilitative dell’Adolescenza Multiproblematica – A.S.S.P.R.A.M., di recentissima costituzione, si propone di promuovere ed attuare iniziative volte a tutelare la salute mentale dei cittadini, in ambito preventivo, terapeutico e riabilitativo, con particolare riferimento alle problematiche neuro-psichiatriche dell’infanzia, dell’età evolutiva e del giovane adulto. Ha già al suo attivo la realizzazione di un corso di formazione, presso il Centro di Servizio San Nicola, di volontari dotati di specifiche professionalità, sul tema “<em>Elementi di prevenzione della malattia mentale nell’adolescente e nel giovane adulto</em>”.
L’<strong>ADA</strong>, sorta in Puglia nel 1993, ha per scopo sociale la tutela dei diritti degli anziani. Svolge prevalentemente attività di volontariato sociale. Ha per tre anni promosso borse di studio per laureandi che discutevano tesi di laurea su argomenti relativi agli anziani, negli ultimi tre anni promuove una concorso di poesie in vernacolo
Pertanto,  entrambe le Associazioni forte hanno sentito l’impegno di contribuire ad una corretta applicazione dell’Amministrazione di sostegno, nuovo istituto a protezione degli incapaci che ha grosse potenzialità per garantire una “cura della persona” rispondente alle attuali istanze socio-culturali ed ai progressi tecnico-scientifici. Infatti,  in seguito all’introduzione della l. 9 gennaio 2004 n. 6, l’art. 404 c.c. prevede che  <em>La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio</em>. Con esso il legislatore, quindi, si è proposto non già d’impedire il compimento di attività pregiudizievoli ma di tutelare i soggetti deboli nel loro complesso attraverso uno strumento giuridico che conservi il più possibile la capacità d’agire e gli spazi d’autonomia della persona. 
Nella prassi sono sempre più frequenti i casi di richieste di nomina, sollecitate da medici o da strutture socio-sanitarie, per la nomina di un amministratore di sostegno al fine di ottenere un consenso informato ad interventi terapeutici e chirurgici o a domande di ricovero. Esse, peraltro, risultano alquanto variegate nei presupposti e contemplano sia casi d’interventi urgenti ed indispensabili per salvare la vita della persona in totale stato d’incapacità, e sono oggetto di dibattito in ordine alla loro ammissibilità giuridica sia quando il soggetto ha una capacità parziale o residuale. In quest’ultimo caso, peraltro, l’interessato può instaurare un rapporto collaborativo ovvero rifiutarsi di aderire alla proposta del medico come spesso accade  in presenza di alcune patologie mentali caratterizzate dal totale rifiuto, da parte del paziente, dell’idea stessa di essere malato e, quindi, di essere bisognoso di cure specifiche con la conseguente difficoltà ad avviare e/o gestire un percorso terapeutico e riabilitativo adeguato ai bisogni del paziente.
Dopo i saluti dell’avv. <strong>Emmanuele Virgintino</strong>, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Bari, del Prof. <strong>Paolo Livrea</strong>, in qualità dei presidente dell’Ordine dei Medici di Bari,  e della sig.ra <strong>Rosa Franco</strong>, Presidente del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola, l’avv. <strong>Maria Stella Giusto</strong> ha trattato del “Consenso informato al trattamento medico-chirurgico ed amministrazione di sostegno”, la Prof.ssa <strong>Antonietta Curci:</strong> ”Il punto di vista psicologico nell’amministrazione di sostegno”, l’avv. <strong>Vera Guelfi</strong>: “La tutela della persona anziana nella legalità costituzionale e nelle attuali normative” ed il Cons. dr. <strong>Giuseppe Rana</strong> della “Nomina dell’amministratore di sostegno tra normativa e prassi”.
Le tematiche illustrate, anche per le loro importanti implicazioni di carattere etico e scientifico, hanno suscitato grande interesse e partecipazione ed hanno, altresì, evidenziato la necessità, in questa materia, di un approccio multidisciplinare coordinato da parte delle professioni sanitarie e forensi chiamate quotidianamente ad instaurare con i “soggetti deboli”, di volta in volta coinvolti, l’archetipo delle c.d. “relazioni d’aiuto”. 
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   <title>Quarta Giornata Nazionale ABIO</title>
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   <published>2008-09-23T14:02:25Z</published>
   <updated>2008-09-23T14:10:06Z</updated>
   
   <summary> Sabato 27 settembre, in tutta Italia, si svolgerà la Giornata Nazionale “perAMORE, perABIO”, organizzata da Fondazione ABIO Italia Onlus...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="abio%2027%20settembre.gif" src="http://dallaltraparte.modugno.it/abio%2027%20settembre.gif" width="460" height="59" />

Sabato 27 settembre, in tutta Italia, si svolgerà la Giornata Nazionale “<strong>perAMORE, perABIO</strong>”, organizzata da Fondazione ABIO Italia Onlus per il Bambino in Ospedale con l’obiettivo di diffondere la mission che ABIO porta avanti da 30 anni: rendere il più sereni possibile l’impatto e la permanenza del bambino e della sua famiglia con le strutture sanitarie, anche attraverso i principi esposti dalla Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale, scritta e promossa da ABIO nel corso del 2008. ]]>
      <![CDATA[La Giornata Nazionale, giunta quest’anno alla sua quarta edizione, vedrà i 4.500 volontari ABIO impegnati a far conoscere le attività di Fondazione e delle Associazioni ABIO locali, a sensibilizzare l’opinione pubblica all’importanza del volontariato e a promuovere il diritto al sorriso dei bambini in ospedale. In circa 100 piazze italiane i volontari distribuiranno cestini di pere che, a fronte di una offerta minima di 7 euro, contribuiranno a finanziare i corsi di formazione per nuovi volontari, l’apertura di ulteriori servizi e l’acquisto dei giocattoli per assicurare ai bambini ricoverati una migliore qualità della degenza.
In particolare quest’anno ricorre il Trentennale di ABIO: i volontari potranno raccontare e testimoniare il prezioso servizio svolto a partire dal 1978 presso un numero sempre maggiore di pediatrie italiane.
La quarta edizione di “perAMORE, perABIO” ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Patrocinio del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Gode inoltre del Patrocinio del Segretariato Sociale RAI. 
Dal 15 al 27 settembre sarà possibile donare 1 euro tramite l’invio di un SMS Solidale al numero 48582 da tutti i cellulari personali Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia e 2 euro chiamando da rete fissa Telecom Italia lo stesso numero. I fondi raccolti saranno destinati alla realizzazione di sale gioco, per creare nelle pediatrie ambienti accoglienti e colorati, che rendono l’ospedale meno spaventoso e che stimolano la fantasia ed il gioco, fattori decisivi per il benessere del bambino.
Per ulteriori dettagli e informazioni sulla Giornata Nazionale e sulle piazze nelle quali sarà possibile incontrare i volontari,visita il sito <a href="http://www.abio.org">www.abio.org</a>.
Ufficio stampa Fondazione ABIO Italia Onlus
Maria Ciaglia – Marianna Duglio
Tel. 02.45497494; 334 8408838 – Fax 02 45497057
comunicazione2@abio.org 
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   <title>UN GIORNO DA ALZHEIMER</title>
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   <published>2008-09-20T11:01:45Z</published>
   <updated>2008-09-20T11:13:47Z</updated>
   
   <summary>Bari, CENTRO DIURNO “L’ALTRA CASA”, 21 settembre 2008 Il 21 settembre 2008 (ore 10.00 -13.00 e 16.00 – 20.00) il...</summary>
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      <![CDATA[Bari, CENTRO DIURNO “L’ALTRA CASA”, 21 settembre 2008

<img alt="laltracasa.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/laltracasa.jpg" width="120" height="55" />


Il 21 settembre 2008 (ore 10.00 -13.00 e 16.00 – 20.00) il <a href="http://www.centrodiurnolaltracasa.it/">Centro Diurno per l’Alzheimer “L’altra Casa”</a>, corso Mazzini 119, Bari, in collaborazione con la <a href="http://www.alzheimerbari.com/">Associazione Alzheimer Italia Bari</a>,  in occasione della <strong>XV giornata mondiale per l’Alzheimer </strong>ha costruito un percorso rappresentativo della condizione patologica e degenerativa della malattia. 
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      <![CDATA[La strutturazione diversa e specifica degli ambienti tende a simulare ed evidenziare le disabilità cognitive che progressivamente si fanno sempre più marcate, interferendo in misura sempre maggiore con la vita quotidiana del paziente e impedendogli di compiere in modo corretto anche azioni di routine come vestirsi o mangiare da solo. La malattia di Alzheimer oltre alle modificazioni cognitive altera la relazione con lo spazio in cui il soggetto vive. Il paziente sperimenta l’incapacità di riconoscere i luoghi in cui vive da molto tempo, la difficoltà di orientarsi in spazi che sembrano nuovi e che sembrano cambiare in continuazione, l’impossibilità di trattenere informazioni riguardanti i luoghi che possono aiutarlo a muoversi meglio. Per “Un giorno da Alzheimer” all’interno del Centro Diurno L’altra Casa, sono state apportate modifiche a livello strutturale e ambientale utilizzando colorazioni omogenee e in contrasto, pavimentazioni in materiali differenti, climatizzazioni diverse, atmosfere particolari, suoni e rumori improvvisi e stridenti. Le variazioni a livello di illuminazione, l’abbagliamento, le superfici riflettenti, i contrasti luminosi tendono a favorire il disorientamento spaziale e alterano la percezione della profondità e le possibilità di muoversi e riconoscersi. 

Il <a href="http://www.centrodiurnolaltracasa.it/">Centro Diurno L’altra Casa </a>è una struttura a carattere semiresidenziale convenzionata con la Asl Ba per 30 ospiti affetti da Alzheimer di grado medio – lieve. Nel Centro gestito dalla  REAN s.r.l. del Dott. A. Flora, si attuano interventi che operano sulla sfera cognitiva, cognitivo - comportamentale, relazionale ed emotiva, in pazienti con demenza di grado lieve-moderato, quando la memoria remota è ancora sostanzialmente conservata e le funzioni sensoriali non sono significativamente compromesse. L’obiettivo è quello di ridurre il livello di disabilità del paziente, migliorare la qualità della sua vita potenziando le residue funzioni intellettive, fisiche e affettive.
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   <title>XV GIORNATA MONDIALE  ALZHEIMER   Bari   18 - 21 settembre</title>
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   <published>2008-09-11T14:37:15Z</published>
   <updated>2008-09-11T15:31:19Z</updated>
   
   <summary> Dal 18 al 21 settembre 2008 si terrà a Bari, in occasione della XV giornata mondiale per l&apos;Alzheimer, un...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="alzheimeritalia.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/alzheimeritalia.jpg" width="170" height="47" />



Dal 18 al 21 settembre 2008 si terrà a Bari, in occasione della XV giornata mondiale per l'Alzheimer, un corso di aggiornamento per operatori e familiari dal titolo : 

 <em>Prendersi cura del paziente con malattia di Alzheimer : quali percorsi per una migliore condivisione delle malattie neurodegenerative ?</em> 

In memoria di Ignazio Schino. 

L'organizzazione è a cura della <a href="http://www.alzheimerbari.com/index.htm">Associazione Alzheimer Italia Bari</a> (presidente dott. Pietro Schino, della <a href="http://www.alzheimer.it/">Alzheimer Italia </a>(dott.ssa Katia Pinto) e della Unità di Riabilitazione Alzheimer della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie (direttore dott. Mauro G. Minervini )
]]>
      <![CDATA[<strong>PROGRAMMA</strong>

BARI, 18- 20 SETTEMBRE 2008

Castello Svevo/Hotel Palace
Piazza Federico II di Svevia, 4
70122 Bari
 

<strong>GIOVEDI, 18 SETTEMBRE</strong>
Castello Svevo – Bari

Ore 17.30:	CERIMONIA INAUGURALE
Presiedono: Mauro G. Minervini (Bisceglie)
Katia Pinto (Bisceglie)
Pietro Schino (Acquaviva Delle Fonti) 

SALUTO INTRODUTTIVO
-Sindaco di Bari: Michele Emiliano
-Governatore di regione: Niki Vendola
-Assessore alla salute: Alberto Tedesco
-Direttore generale ASL Bari: Lea Cosentino
E’ possibile la partecipazione dell’On. Fitto

Ore 18.00: APERTURA DEI LAVORI

Lettura:  <em>E’ possibile ridurre la sofferenza dell’ammalato di demenza e della sua famiglia?</em>  Marco Trabucchi (Roma)

Lettura: <em>Allucinazione e demenze</em> Paolo Livrea (Bari) 

Ore 20.00:	COCKTAIL DI BENVENUTO

 <strong>VENERDI, 19 SETTEMBRE</strong>
Hotel Domina Palace

I SESSIONE
<strong>Non solo malattia di Alzheimer</strong>

Moderatori: Michele De Mari (Bari)
Paolo Lamberti (Bari)
Luigi M. Specchio (Foggia)

09.30 – 10.00: <em>Disordini del movimento e demenze</em>
                      Giovanni De Fazio (Bari)
10.00 – 10.30: <em>Interventi sulla Malattia di Parkinson</em>
                      Filippo Tamma (Acquaviva delle Fonti)
10.30 – 11.00: <em>Demenze vascolari</em>
                      Francesco Federico (Bari)
11.00 – 11.30: <em>Deterioramento cognitivo nelle malattie demielinizzanti</em>
                      Maria Trojano (Bari)
11.30 – 11.40: Discussione
11.40 – 12.00: Coffee break
12.00 – 12.30: <em>Deterioramento cognitivo nelle epilessie</em>
                      Angela La Neve (Bari)
12.30 – 13.00: <em>Deterioramento cognitivo nelle malattie polmonari</em>
                      Pietro Schino (Acquaviva delle Fonti)
13.00 – 13.30: <em>Demenze trasmissibili</em>
                      Bruno Tartaglione (Bari)
13.30 – 14.00: Discussione
14.00 – 15.00: Lunch
 
II SESSIONE
Neurofisiologia 
Moderatori: Giovanni Iliceto (Bari)

15.00 – 15.30: <em>Il dolore nelle malattie neurodegenerative</em>
                      Marina De Tommaso (Bari)
15.30 – 16.00: <em>L’EMG nelle demenze</em>
                      Olimpia Di Fruscolo (Bisceglie)
16.00 – 16.30: <em>L’EEG nelle demenze</em>
                      Teresa Francavilla (Bari)

III SESSIONE
Demenze e territorio
Moderatori: Sergio Genco (Bari)
Maria Pia Prudenzano (Bari)
Mariantonietta Savarese (Bari)

16.30 – 17.00: <em>Aspetti epidemiologici</em>
                      Vito Lepore (Bari)
17.00 – 18.30: Tavola rotonda:   
                       <em>Confrontarsi con le demenze</em>
                       <em>Il medico di famiglia</em>.
                       Filippo Anelli (Bari)
                       Il neurologo del territorio.
                       Vito Napoletano (Monopoli)
                       <em>Il geriatra del territorio</em>. 
                        Immacolata Pavese (Bari)
                        <em>Il neurologo dell’U.V.A. </em>
                        Bruno Brancasi (Bari)
                        <em>Lo psicologo</em>
                         Katia Pinto (Bisceglie)
                         <em>Vivere ed operare in un centro diurno </em>
                         Antonella Scordamaglia -  Germana Cassano (Bari)
                         <em> Vivere ed operare in una unità di riabilitazione </em>
                          Antonia Di Pilato (Bisceglie)
	              Testimonianze dei familiari
18.30:  Discussione

SABATO, 20 SETTEMBRE

IV SESSIONE
Prospettive terapeutiche: non solo farmaci

Moderatori:	Marcello Lastilla (Acquaviva delle Fonti)
		Luigi Serlenga (Andria)

09.30 – 10.00:	<em>Meccanismi di degenerazione e di rigenerazione     neuronale </em>  
                              Isabella L. Simone (Bari)
10.00 – 10.30:          <em>Novità terapeutiche nella demenza di Alzheimer: dal cerotto al   vaccino    </em>                           
	             Stefania Bassanini  (Milano)
10.30 – 11.00:       <em>Interventi tecnologici in riabilitazione</em>
	            Giulio E. Lancioni (Bari)
11.00 – 11.30:      <em>La riabilitazione cognitivo-comportamentale</em>
	           Mauro G. Minervini (Bisceglie)
11.30: Discussione
11.45: Coffee break
12.00:                 <em>La riattivazione psicocinetica</em>
                              Anna Pellegrini (Bisceglie)
12.20:                    <em>L’intervento educativo</em>
	               Angelo Venditti (Bisceglie)
12.40:	             <em>Gli aspetti legali</em>
                             Lorenza Patierno (Bitonto)
Conclusioni
Compilazione  questionari ECM

21 Settembre
Presso il <a href="http://www.centrodiurnolaltracasa.it/">Centro Diurno L’altra casa</a> simulazione <strong><em>Una giornata con l’Alzheimer</em></strong>

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   <title>Corrado Sannucci, A parte il cancro tutto bene</title>
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   <published>2008-09-10T07:30:16Z</published>
   <updated>2008-09-23T14:26:08Z</updated>
   
   <summary> Mondadori, 2008 Ho svegliato mia figlia e poi siamo rimasti insieme sul letto a farci qualche coccola. &quot;Papà, ma...</summary>
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      <![CDATA[<img class="sx" alt="sannucci.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/sannucci.jpg" width="120" height="168" />
Mondadori, 2008 

<em>Ho svegliato mia figlia e poi siamo rimasti insieme sul letto a farci qualche coccola. "Papà, ma tu adesso non parti più!" Ho visto nei suoi occhi verdi una consapevolezza che andava molto oltre la circostanza che io non viaggiassi più per lavoro. La sua era una constatazione che conteneva, implicita, una domanda. </em>
]]>
      <![CDATA[<em>Ho deciso di risponderle. Le spiego che adesso ho un'infezione al sangue, una specie di raffreddore ai globuli rossi. "Non hai mai sentito starnutire i miei globuli rossi in questi giorni?" le chiedo. "Non hai sentito questi noiosi 'eccì' che non mi fanno dormire la notte?"</em> 

Quando gli viene diagnosticato un mieloma multiplo, Corrado Sannucci capisce immediatamente che la sua vita precedente è stata distrutta e adesso è tempo di partire per una nuova. Nel giro di pochi istanti sei costretto a prendere decisioni fondamentali. Reagirai con rassegnazione o combattività? A che tipo di cure ti affiderai? Quanto vuoi sapere della tua patologia?
Al suo fianco ci sono la moglie e la figlia: è per proteggerle che sa di non poter perdere, è anche grazie a loro che trova la forza da mettere ogni giorno nella terapia. Ciò che "le sue donne" sanno offrirgli è il distillato dell'amore: lo spontaneo sintonizzarsi sulle variabili frequenze del suo umore, la capacità di lottare insieme in silenzio, di rispettare e anzi condividere ogni sua scelta.
Nel ripercorrere le tappe della cura, dalla diagnosi alla chemioterapia, fino al primo trapianto coronato da successo, Sannucci ci regala una testimonianza profonda, umana e soprattutto universale. E ci racconta come dall'apocalisse dell'individuo, quando circondato dall'amore di una famiglia, possa nascere un mondo nuovo. Un mondo esplorato con la curiosità di chi è innamorato della vita e con la determinazione di chi non vuole lasciarsela sfuggire.

Corrado Sannucci,A parte il cancro tutto bene
Editore: <a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?autoreUUID=d8f56e8a-100f-11dd-971b-cb26cad35a52&isbn=978880457953">Mondadori</a>
Anno: 2008
Collana: STRADE BLU SAGG. STR.
Pagine: 168
Prezzo: € 15.00 

Corrado Sannucci (Roma, 1950) è inviato speciale di «Repubblica», giornale per il quale si occupa prevalentemente di sport. Cantautore, collabora con Giovanna Marini, e ha pubblicato, oltre ad amare riflessioni sul calcio, un libro sui movimenti politici degli anni Settanta.

Corrado Sannucci presenta in un <a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/mediabox/video?videoUUID=0d72bccd-16a9-11dd-9c44-176832766942">video</a> "A parte il cancro tutto bene" e svela l'origine del titolo del suo libro. 

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   <title>Melania Rizzoli, Perchè proprio a me?</title>
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   <published>2008-09-09T15:19:28Z</published>
   <updated>2008-09-10T07:50:47Z</updated>
   
   <summary> Sperling &amp; Kupfer, 2008 Ho avuto un tumore inoperabile, invasivo e redicivante. L&apos;ho curato, l&apos;ho guarito. Racconto la mia...</summary>
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      <![CDATA[<img class="sx" alt="_sperling_images_melania%20rizzoli.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/_sperling_images_melania%20rizzoli.jpg" width="120" height="185" />

<a href="http://http://www.sperling.it/scheda/978882004565">Sperling & Kupfer</a>, 2008


<em>Ho avuto un tumore inoperabile, invasivo e redicivante. L'ho curato, l'ho guarito. Racconto la mia storia per chi pensa di non farcela, per chi ha paura... Lo faccio per dare una luce di speranza, per aiutare a non perdere la fiducia, a non arrendersi...</em>]]>
      <![CDATA["'Perché proprio a me?' Quante volte mi sono sentito rivolgere, nella mia lunga vita di medico, questa domanda. Quante volte l'ho immaginata sorgere d'improvviso dentro la coscienza, come un potente colpo che ferisce l'anima; quante volte l'ho vista silenziosa, ma più penetrante di una voce urlata, brillare dentro agli occhi che hanno incrociato il mio volto." Così scrive Umberto Veronesi nella Prefazione a questo libro, toccante e spiritoso insieme, in cui Melania Rizzoli racconta la sua personale battaglia contro il cancro da un duplice punto di vista: quello di medico che ha lungamente lavorato in un reparto oncologico, e quello di paziente affetta da un tumore del sangue. Forte di una profonda fiducia nei progressi della ricerca e di un innato ottimismo, dopo il fallimento delle terapie classiche Melania ha intrapreso la strada del trapianto di cellule staminali, che dà risultati impensabili fino a vent'anni fa e ha cambiato il destino di alcuni tipi di tumore maligno, una volta definiti "senza speranza". Melania è guarita e ha voluto scrivere la propria storia per tutti coloro che vivono una situazione simile alla sua. Perché è una donna che vive la vita a piene mani e vuole essere d'aiuto. Perché sa che il suo essere medico è stato un osservatorio privilegiato per capire come rapportarsi ai malati di tumore. Perché la speranza non finisca mai. 

L'autrice devolverà i proventi netti della vendita del libro all'<a href="http://www.ail.it/">AIL</a> (Associazione italiana contro le leucemie - linfomi e mieloma).


<a href="http://www.sperling.it/scheda/978882004565">Sperling & Kupfer</a>, 2008
pp. 240
€ 15,00]]>
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   <title>Gianni Bonadonna con Giangiacomo Schiavi,       MEDICI UMANI, PAZIENTI GUERRIERI</title>
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   <published>2008-09-09T14:52:48Z</published>
   <updated>2008-09-09T15:16:13Z</updated>
   
   <summary> Baldini Castoldi Dalai editore, 2008 Un grande oncologo colpito da un ictus riscrive la medicina dalla parte del paziente...</summary>
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      <![CDATA[<img class="sx alt="bonadonna%20medici%20umani%20pazienti%20guerrieri.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/bonadonna%20medici%20umani%20pazienti%20guerrieri.jpg" width="120" height="177" /> 




<a href="http://bcdeditore.it/product.php?productid=16315&cat=0&bestseller=Y">Baldini Castoldi Dalai editore</a>, 2008

Un grande oncologo colpito da un ictus riscrive la medicina dalla parte del paziente e chiede un nuovo esame per i giovani medici: quello di umanità. Premiato in America per le sue ricerche nella cura dei tumori e dimenticato in fretta nell’Italia senza memoria, Gianni Bonadonna denuncia la crisi della classe medica, schiacciata tra burocrazia, lottizzazione, corsa ai facili guadagni, e offre una testimonianza sincera di come si può vivere la malattia con coraggio, cercando di dare un senso a una lunga infermità. ]]>
      <![CDATA[Dall’eutanasia al caso Di Bella, dalla terapia del dolore alle cure miracolose, il medico che ha sconfitto il linfoma di Hodgkin e cambiato l’approccio alle cure contro il cancro ci porta a rivedere il concetto di malato e di malattia, sulla base di un’esperienza vissuta da entrambe le parti. La sua testimonianza è l’inizio di una nuova battaglia condotta insieme alla pattuglia dei medici malati riuniti nel gruppo «Dall’altra parte» per riportare l’etica al centro della loro professione.
Medici umani, pazienti guerrieri è lo slogan di una ritrovata alleanza che Bonadonna indica per il futuro, insieme alla riscoperta del medico di famiglia, alla limitazione delle cure inutili, all’invito a investire nel volontariato e a dare più fiducia alle donne medico. Un particolare autobiografico rende ancora più autentico il messaggio del protagonista: la storia di una paziente che, ribaltando i ruoli, decide di aiutare il suo medico malato. Un messaggio di umanità in contrasto con il mercato della salute che privilegia il business a tutti i costi invece dell’onestà e del tempo donato. Con l’aiuto di un giornalista sensibile alle storie umane, Bonadonna ci restituisce l’immagine del medico che rientra a testa alta nel mondo dei pazienti.
Il professor Gianni Bonadonna, settantatré anni, rappresenta una figura storica nell’ambito della terapia medica oncologica a livello internazionale. Da oltre quarant’anni è impegnato presso l’Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori dedicandosi a studi e ricerche che gli sono valsi prestigiosi riconoscimenti, tra cui il David Karnofsky Award Lecture dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) nel 1989 e il Charles F. Kettering Price della General Motors nel 1993. Le sue ricerche di maggior rilievo comprendono le prime valutazioni cliniche sull’efficacia dell’adriamicina, oltre a vari studi sulla chemioterapia adiuvante e primaria nel carcinoma mammario e nel trattamento del linfoma di Hodgkin. Per BCDe ha pubblicato Coraggio, ricominciamo. Tornare alla vita dopo un ictus: un medico racconta, in cui riporta la sua esperienza di medico-paziente
Giangiacomo Schiavi, giornalista, cura la rubrica Dalla parte del cittadino sul «Corriere della Sera». Ambrogino d’oro del Comune di Milano nel 2007 per i suoi articoli da un camper in viaggio nei quartieri cittadini, ha vinto il premio Buzzati e ha scritto il best seller Controvento, con Ambrogio Fogar.

<a href="http://www.fondazionemichelangelo.org/images/users/1/Cv_Bonadonna.pdf">Gianni Bonadonna </a>con Giangiacomo Schiavi, 
MEDICI UMANI, PAZIENTI GUERRIERI
La cura è questa

<a href="http://bcdeditore.it/product.php?productid=16315&cat=0&bestseller=Y">Baldini Castoldi Dalai editore</a>, 2008

€17.00 ]]>
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   <title>A proposito del 21 aprile</title>
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   <published>2008-05-25T10:02:55Z</published>
   <updated>2008-05-25T10:17:12Z</updated>
   
   <summary> Un socio fondatore di &quot;Dall&apos;altra parte: medici e pazienti insieme&quot; ritorna a Modugno, comune aderente all&apos;associazione...</summary>
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      <![CDATA[<img alt="21%20aprile%20002_%20per%20articolo%20Franco.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/21%20aprile%20002_%20per%20articolo%20Franco.jpg" width="460" height="269" />

Un socio fondatore di "Dall'altra parte: medici e pazienti insieme" ritorna a <strong>Modugno</strong>, comune aderente all'associazione ]]>
      <![CDATA[Il 21 aprile 2008 rimarrà uno dei giorni più "memorabili" della mia vita. Sono passati oltre quarant'anni dalla mia “fuga” da questa città. Qui ho vissuto la mia infanzia, la mia giovinezza. Ho sposato Grazia ed è nata Daniela, la mia prima figlia. Il mio primo lavoro autonomo. Non avevo la necessità di andarmene da Modugno. Ma non sono riuscito ad inserirmi nella vita sociale della comunità. Non condividevo la conduzione politica e il conseguente, a mio parere, deterioramento urbanistico e sociale. Nel  ‘68 ho deciso e col consenso, un po’ carpito per la verità, di mia moglie mi sono trasferito in terra bresciana, dove vivo tuttora.
Mi sono inserito abbastanza bene nella comunità locale. Ho svolto varie attività sia nel settore economico che nel sociale. Queste ultime in maniera esclusivamente volontaria. 
Nel 2006 ho avuto la fortuna di incontrare, dopo aver visto la trasmissione televisiva  "Nemesi medica" della serie “La Storia siamo noi” di Giovanni Minoli e curata da Paolo Barnard, famosi clinici fra i quali <strong>Gianni Bonadonna</strong>, <strong>Sandro Bartoccioni</strong> e la moglie <strong>Zaira Margiacchi</strong>, <strong>Francesco Sartori </strong>e in seguito <strong>Mario Melazzini </strong>e <strong>Sylvie Menard</strong>. Inizia la mia nuova entusiasmante avventura. Con il mio carissimo amico <strong>Giampaolo Moreschi </strong>ed insieme agli amici clinici decidiamo di dar vita all'Associazione “<strong>Dall'Altra Parte: medici e pazienti insieme</strong>”. Vengono organizzati vari Convegni sul tema “Nemesi Medica”. L'interesse su questo tema: notevole. Le adesioni sono tante: medici e operatori sanitari, pazienti e non, enti ed associazioni.
Come coinvolgere il Meridione d'Italia?
Ed ecco <strong>Modugno</strong> che si ripresenta nella mia vita.
Fine 2006. Telefono a mia nipote Armida e la invito a leggere il libro "Dall'altra parte" e quindi si decide l'organizzazione di un convegno a Modugno che si è tenuto il 23 Febbraio 2007 con il tema “<strong>Medici, Ammalati, Istituzioni</strong>”. La collaborazione del Comune di Modugno e dei Modugnesi, dal Sindaco agli studenti della scuola media <em>Francesco d’Assisi</em>, è determinante per il successo della manifestazione.
Siamo al 21 Aprile 2008. Aula consiliare del Comune di Modugno. Sono emozionato, orgoglioso di rivedere i clinici che ho elencato su, manca solo Gianni Bonadonna a causa di un piccolo malore,  già risolto in maniera positiva. La presenza del Sindaco, <strong>dott. Pino Rana </strong>,  dei suoi collaboratori e del Presidente del Consiglio Comunale <strong>Vito Del Zotti</strong>, nonché l'adesione ai nostri obiettivi associativi,  è stata incisiva. 
Il contributo dei ragazzi, Davide Ceglia e Giovanna Pacione della scuola  <strong><em>Francesco d'Assisi</em></strong>, è stato determinante per un cambiamento radicale nei miei rapporti con i modugnesi.

Grazie Modugno e a presto.

Gianfranco 
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   <title>Gli strumenti delle cure palliative</title>
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   <published>2008-05-19T14:35:47Z</published>
   <updated>2008-05-19T14:49:55Z</updated>
   
   <summary> Si terrà il 5 giugno 2008, presso il Policlinico di Bari – Aula Padiglione Asclepios, la giornata di studio...</summary>
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      <![CDATA[

Si terrà il 5 giugno 2008, presso il Policlinico di Bari – Aula Padiglione Asclepios, la giornata di studio “<strong><a href="http://www.sicp.it/eventi/179.pdf">Gli strumenti delle cure palliative</a></strong>”, organizzata dalla Sezione pugliese della <a href="http://www.sicp.it/">Sicp</a>, Società italiana di cure palliative.
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   <title>Incontrare grandi persone, esperienza di vita</title>
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   <published>2008-05-12T14:48:29Z</published>
   <updated>2008-05-12T15:21:42Z</updated>
   
   <summary>Modugno, 21 aprile 2008. La testimonianza degli adolescenti alla presentazione del convegno “Dall’altra parte. Medici e pazienti insieme” E’ la...</summary>
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      <![CDATA[Modugno, 21 aprile 2008. 
La testimonianza degli adolescenti alla presentazione del convegno “Dall’altra parte. Medici e pazienti insieme” 

<img alt="21%20aprile%20012_460.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/21%20aprile%20012_460.jpg" width="444" height="244" />

<blockquote>E’ la mattina del 21 Aprile. Siamo molto emozionati ed entusiasti per l’incontro che avverrà fra poco con delle illustri persone che, con il loro operato e la loro testimonianza, stanno migliorando la medicina. </blockquote>]]>
      <![CDATA[Questo evento irripetibile si terrà nella sala consiliare del Comune di Modugno. Sarà presentato il convegno che si svolgerà nel pomeriggio e che ha l’obiettivo di sensibilizzare tutti i medici ad instaurare un rapporto decisamente migliore, all’insegna di una maggiore umanità, con i propri pazienti, bisognosi di cura, ma soprattutto di sentirsi sicuri e tranquilli. Questo è l’obiettivo dell’associazione “Dall’altra parte: medici e pazienti insieme”che, rappresentando tutti noi, cerca di stimolare i medici a rapportarsi con i pazienti in modo più bello, il modo con cui si tratta un amico nei momenti più bui, consolandolo e incoraggiandolo a non mollare, con la convinzione che la malattia può essere considerata “parte” della vita ma può essere superata e tutto può andare per il verso giusto.
 Finalmente arriviamo e veniamo accolti con grande calore e stupore da parte dei medici che non si aspettano la presenza di noi ragazzi, spesso disinteressati a questo tipo di problematiche. 
Dopo la presentazione della nostra professoressa <strong>Armida Massarelli</strong>, con un pizzico di timore e ansia esponiamo il nostro discorso, a nome della nostra scuola <em>Francesco d’Assisi</em>: ringraziamo tutti i presenti per averci onorato della loro presenza e soprattutto per il grande passo che stanno compiendo verso il miglioramento della medicina. L’incontro prosegue con i complimenti nei nostri confronti che sono preziosi perché provenienti da persone molto brave ed importanti.
Ci fa riflettere il breve ma intenso discorso della professoressa <strong>Sylvie Menard </strong>che, constatando come oggi si tenda a curare più la malattia e meno l’uomo, parla di quella parte importante della medicina che è il “conforto del paziente”.  
Ci colpisce particolarmente la personalità del professor <strong>Francesco Sartori</strong>, un “gigante” della medicina, sia fisicamente che dal punto di vista della preparazione e della cultura.

<img alt="21%20aprile%20018-.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/21%20aprile%20018-.jpg" width="460" height="345" />

L’intervento più emozionante è quello della dottoressa <strong>Zaira Bartoccioni</strong> che racconta una vicenda molto triste nella quale, a causa di una grave malattia, è venuto a mancare suo marito, scomparsa che ha colpito non solo lei, ma tutto il mondo medico che, infatti, ha perso un pilastro, un esempio per tutti.
L’esortazione, poi, del professore <strong>Pietro Izzo</strong> rivolta ai medici a ritrovare i propri ideali  sembra proprio rivolta a noi giovani!
C'è anche il nostro sindaco, <strong>Pino Rana</strong>, che si dichiara onorato di avere nella sua città dei grandi luminari della scienza e, soprattutto, delle grandi persone.
Ci sono anche <strong>Lisa Festa</strong> e <strong>Giampaolo Moreschi</strong> che, con la loro presenza, colorano questo convegno testimoniando, con delle belle parole, la malattia che Lisa ha superato con la forza del coraggio e della determinazione, dimostrando che qualunque malattia, la maggior parte delle volte può essere “sconfitta” con l’aiuto dei medici e con la voglia di continuare a vivere.
E’ interessante l’intervento di <strong>don Giacinto </strong>che parla del ”bene comune” in quanto elemento fondamentale per la pace e la tranquillità. Egli afferma giustamente che al giorno d’oggi siamo troppo egoisti e valorizziamo solamente il bene personale.
 E così molti dei presenti partecipano a questa piacevole conversazione parlando dei problemi che affliggono la medicina e delle possibili soluzioni.
 Tutto questo, per noi ragazzi  rappresenta un’esperienza di vita straordinaria e ci  convince che l’associazione “Dall’altra parte: medici e pazienti insieme” e soprattutto questi grandi medici che abbiamo incontrato oggi possono contribuire veramente a migliorare la medicina.
Grazie per questa esperienza che induce a riflettere, soprattutto noi adolescenti, sui veri valori della vita.

Davide Ceglia e Giovanna Pacione
Scuola media statale <em>Francesco d’Assisi</em> Modugno 
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   <title>Il convegno del 21 aprile a Bari: la parola agli studenti</title>
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   <published>2008-05-08T18:12:28Z</published>
   <updated>2008-06-12T18:58:35Z</updated>
   
   <summary>Il convegno Dall’altra parte Medici e Pazienti Insieme Esperienze e riflessioni a confronto sulla umanizzazione della medicina, svoltosi il 21...</summary>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://dallaltraparte.modugno.it/">
      <![CDATA[Il convegno <strong>Dall’altra parte Medici e Pazienti Insieme </strong><strong><em>Esperienze e riflessioni a confronto sulla umanizzazione della medicina</em></strong>, svoltosi il 21 aprile 2008 a Bari, nell'aula magna della facoltà di Medicina  e Chirurgia dell'Università, ha visto un'intensa e sentita partecipazione degli studenti. 

<img alt="21%20aprile%20004%20bis.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/21%20aprile%20004%20bis.jpg" width="460" height="308" />
]]>
      <![CDATA[A loro l'associazione "<strong>Dall'altra parte: medici e pazienti insieme</strong>" ha chiesto impressioni e commenti sull'iniziativa. 

Eccone alcuni. 

<blockquote>E' stato per me molto interessante partecipare al seminario da voi organizzato che mi ha molto arricchito e rincuorato perchè ha messo in evidenza una parte dell'essere umano non facile da osservare...L'UMANITA'! 
Di vitale importanza per la mia futura (spero!) professione. La lezione di medicina che nessuno ha avuto il coraggio di fare.</blockquote>Rosa Lupo, studentessa in Medicina


<blockquote>Molto interessante ma soprattutto emozionante e toccante!! 
Devo dire che ho partecipato al convegno quasi per caso... un mio collega di medicina mi ha convinta a parteciparvi perché lui aveva già letto il libro. Devo ammettere di essere stata vittima di un caso che si è rivelato abbastanza lieto e piacevole. Al termine del convegno mi sono sentita
arricchita da sensazioni e pensieri positivi che purtroppo però confermano altrettanti pensieri negativi che, in cinque anni che frequento e studio medicina, non mi hanno mai abbandonato.
Sarebbe bello se tutti i nostri problemi si potessero risolvere con un semplice Decalogo, ma onestamente penso che qui al Sud i problemi sono fin troppo radicati nel modo di pensare comune della nostra classe di medici: tanto preparati e facoltosi quanto a volte presuntuosi e saccenti. 
Penso che un buon medico e nel mio caso un buon medico-professore sia colui che dimostri ai suoi studenti di non essere geloso delle proprie conoscenze ma di farsene volentieri derubare, di saperle mettere a disposizione di coloro che devono per necessità imparare a favore di una società fatta di persone che ne hanno bisogno!
Nei giorni successivi al convegno ho iniziato a leggere il libro, ma devo confessare di doverlo ancora finire... è una lettura molto lenta e penso che il motivo stia nel fatto che si tratta di una lettura anche molto difficile ed intensa.
Comunque colgo l'occasione per ringraziare i medici che sono intervenuti durante il convegno (soprattutto l'intervento della moglie del dott. Bartoccioni, che tanto mi ha commosso per il coraggio e la forza che dimostra continuando a credere nel cammino intrapreso dal marito) e gli
organizzatori del convegno. Vi ringrazio per averci dato la possibilità di conoscere l'altro lato della medaglia!!</blockquote> Teresa Ciavarella
Studentessa di Medicina e Chirurgia


<blockquote>Interessante, ben strutturata, con interventi mirati e coinvolgenti grazie alle testimonianze personali nonchè mediche.</blockquote> Salvatore Freccia, studente Medicina e Chirurgia


<blockquote>Porgo le mie congratulazioni per la splendida conferenza da Voi organizzata. La reputo un'iniziativa molto interessante ed encomiabile, unica e costruttiva da riproporre nei prossimi anni e in ogni facoltà di Medicina. Un'esperienza umanamente straordinaria che arricchisce chiunque voglia dedicarsi al prossimo. </blockquote>Gianni Difonzo, studente in Medicina e Chirurgia


<blockquote>Un'ottima iniziativa: un'occasione per avvicinare i giovani medici alla VERA medicina, il malato.
Io avevo già letto il libro da cui è partita poi l'iniziativa che ha dato vita a questa associazione e sono rimasta colpita fortemente soprattutto dalle vicende personali del dott. Bartoccioni, perciò mi è sembrato quasi ovvio dover completare l'esperienza partecipando al vostro convegno. Spero di poter avere nuovamente occasione di partecipare ad eventi che abbiano lo scopo di avvicinare per quanto possibile e lecito il mondo della medicina e dei medici a quello della persona malata. Molto spesso si pensa che il medico debba necessariamente mantenere un atteggiamento distaccato dal paziente, perchè sembra ingiusto che si faccia carico dei problemi del proprio paziente, ma io personalmente non ne sono così convinta. Credo che spesso anche solo una pacca sulla spalla o il sedersi al letto del paziente possa rafforzare la voglia del malato di combattere, perchè si sente meno solo.</blockquote>Teresa Barile, studentessa Medicina e Chirurgia


<blockquote>Interessante, molto formativo, più di quanto abbiamo studiato nelle materie che periodicamente dovrebbero formarci a rapportarci con i
pazienti (e che invece si soffermano molto su un aspetto puramente
nozionistico).
Colgo l’occasione per complimentarmi ancora per l’iniziativa, auspicando una sua ripetizione l’anno prossimo o anche nuove iniziative con gli stessi scopi. Quello che non ho capito in 4 anni con tre professori diversi di psicologia l’ho capito in un pomeriggio.</blockquote>Uno studente


<blockquote>E' stata estremamente interessante perchè al centro è stato posto l'essere umano! Da studente, mi auguravo da tempo di avere l'occasione di partecipare ad incontri su questo tema. Continuate a proporlo in tutte le facoltà di medicina.</blockquote>Francesco Sette, studente Medicina e Chirurgia


<blockquote>Credevo fosse una pura esposizione di teorie simili a quelle che in maniera riduttiva e inutile ci sono state propinate a lezione. Questo convegno è invece una valida occasione di riflessione sulle motivazioni che mi hanno spinto a scegliere la professione di medico. Grazie</blockquote>Linda Marchitelli, studentessa in Medicina e Chirurgia


<blockquote>Con inaspettato entusiasmo penso che questo tipo di iniziativa sia essenziale per un'educazione "sentimentale" e affettiva dell'uomo che decide di essere anche un medico. E' fondamentale per restituire alla professione di medico quel senso di intimistico privilegio che la burocrazia e la metodologia sia formativa sia lavorativa erronemente tralascia. 
Per la prima volta, nel corso dei miei studi, ho ritrovato forza in un ideale di determinazione, lo scopo e il senso della mia futura professione di medico.</blockquote>Rosa Savino, studentessa di Medicina


<blockquote>Interessantissima, capace tramite i suoi relatori di trasmettere efficacemente il proprio messaggio. È un’iniziativa da ripetere e proporre in altre facoltà di Medicina e Chirurgia.
La conferenza è stata molto interessante e soprattutto costruttiva, coinvolgente e toccante. Ho acquistato il libro "Dall'altra parte" e in questi giorni lo sto leggendo. A volte noi studenti di medicina, presi ora da un esame ora da un altro, perdiamo di vista il vero significato di quello che, un giorno, con molto studio e buona volontà, sarà il nostro lavoro, cioè quello di prenderci cura dei malati. Ascoltare i relatori della conferenza, mi ha personalmente aiutata a riflettere e a ricordare a me stessa quello che sarà, un domani, il mio compito.</blockquote>Alessandra Loiodice, studentessa in Medicina e Chirurgia


<blockquote>Molto positivo. Ci imbattiamo troppo spesso in medici e professori che non trattano con rispetto i loro pazienti e le persone in generale, atteggiamento assolutamente ridicolo visto il loro ruolo di professionisti dell’aiuto!!! Purtroppo è questo il mondo in cui viviamo, un mondo insensibile e duro. Sicuramente i medici dovrebbero cercare di non perdere di vista il loro ruolo, in tutti i suoi aspetti. Grazie in particolare al prof. Melazzini</blockquote>Chiara Saracino, studentessa in tecnica della riabilitazione psichiatrica 


<blockquote>Non immaginavo che avrei sentito alla fine di questo convegno un sentimento di impotenza così grande. I medici sono per prima cosa esseri umani e in quanto tali soffrono di fronte al dolore dei propri pazienti. È difficile gestire, affrontare e sapersi comportare bene di fronte al dolore degli ammalati. Mi sarebbe piaciuto acquisire mezzi e modalità per affrontare al meglio questa grande realtà: la sofferenza.</blockquote>Annarita Mola, studentessa Medicina e Chirurgia



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   <title>Convegno 21 aprile, Bari        DALL’ALTRA PARTE MEDICI E PAZIENTI INSIEME</title>
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   <published>2008-05-04T09:53:30Z</published>
   <updated>2008-05-04T10:17:28Z</updated>
   
   <summary>Le riflessioni di Chiara De Pinto, giovane medico...</summary>
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      <name>Dallaltraparte</name>
      
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      Le riflessioni di Chiara De Pinto, giovane medico


      Il convegno &quot;DALL’ALTRA PARTE MEDICI E PAZIENTI INSIEME  Esperienze e riflessioni a confronto sulla umanizzazione della medicina&quot;, tenutosi a Bari il 21 aprile 2008,  organizzato dall’Associazione “Dall’altra Parte Medici e Pazienti Insieme” in collaborazione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari, è stata occasione di successivo dibattito ed ha suscitato in vari ambiti considerazioni e commenti.

Riportiamo di seguito il contenuto di una e-mail di una giovane medico giunta alla referente per la Puglia dell&apos;Associazione

Gent.ma prof.ssa Massarelli,
volevo congratularmi con Lei per il convegno svoltosi Lunedì scorso a Bari. Ho apprezzato non solo l&apos;alto livello degli Ospiti convenuti ma anche la loro squisita sensibilità che, sebbene forgiata dalla malattia, sicuramente rappresenta una peculiarità del loro carattere. Spero che abbia offerto ai tanti giovani studenti e ai meno giovani professionisti validi spunti di riflessione sul tema del rapporto medico-paziente: infatti non si tratta soltanto di offrire delle prestazioni mediche sulla base di una precisa richiesta da parte del paziente ma è una relazione tra due &quot;individualità&quot;; indubbiamente è necessario lo sforzo da parte del medico di offrire il meglio della sua competenza ma la sua cultura deve porre attenzione anche agli aspetti più umani nella relazione con il paziente. A sua volta il paziente dispone oggi di strumenti tecnologici e fonti informative che gli permettono di acquisire competenze generali sul suo problema di salute; questa opportunità deve essere sfruttata al fine di migliorare il contatto con il medico. Il tema affrontato dalla sua associazione è una sfida di cultura e di civiltà su cui si cimentano da tempo gli altri Paesi Europei. Da noi molto dipende ancora dalla sensibilità del singolo individuo (medico, paziente, direttore di distretto...). Se nell&apos;ambito sanitario ci si sforzasse di più di collaborare al fine di migliorare la qualità &quot;umana&quot; dell&apos;ambiente in cui si opera credo che ci sarebbero meno casi di burn-out e mobbing, meno denunce e incomprensioni, meno maleducazione. Noi giovani medici e i futuri colleghi a vent’anni godiamo di un sano e plausibile egoismo-edonismo dal momento che tutto ciò che di doloroso, triste la vita può presentare appare molto lontano. Tuttavia accostarsi con umanità e competenza alla malattia altrui può aiutarci ad essere adulti più completi e a vivere meglio la nostra professione, che è per tutta la vita.

Chiara De Pinto, medico

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   <title>&quot;Nemesi medica&quot;: umanizzare la medicina a partire dagli studenti</title>
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   <published>2008-05-03T15:03:18Z</published>
   <updated>2008-05-04T10:23:22Z</updated>
   
   <summary>Grazie alla collaborazione fra il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell&apos;Università degli studi di Brescia e l&apos;Associazione &quot;Dall&apos;altra...</summary>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://dallaltraparte.modugno.it/">
      <![CDATA[Grazie alla collaborazione fra il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell'<strong>Università degli studi di Brescia</strong> e l'Associazione "<strong>Dall'altra parte: medici e pazienti insieme</strong>",  dal 6 maggio 2008 si svolgerà a Brescia un corso opzionale rivolto agli studenti di Medicina e Chirurgia. 
Il <strong>percorso formativo</strong> ha l’obiettivo principale di favorire negli studenti di medicina lo sviluppo di sensibilità umane e l’acquisizione di competenze in campo psicologico al fine di migliorare le capacità relazionali e comunicative, di accrescere la consapevolezza e perfezionare la qualità degli interventi professionali e del rapporto medico-paziente.]]>
      <![CDATA[ Il programma si articola in cinque incontri di circa un’ora e trenta ciascuno, riportante le direttive generali che andranno di volta in volta sviluppate e approfondite in collaborazione con i relatori.

<strong>PROGRAMMA</strong>
1 
<strong>06\05\08  IL VISSUTO DEL MEDICO</strong>
Quando il medico si ammala. Cosa significa passare dall’altra parte.
Introduzione
- prof. L.Alessio, Preside della Facoltà d Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Brescia
Relatori: 
- prof. G. Bonadonna, oncologo; Fondazione Michelangelo, Istituto Nazionale dei Tumori, Milano
- dr. G. Tassi, pneumologo, Spedali Civili Brescia
- Filmato prof. S. Bartoccioni
Coordinatore: 
- prof.M.Magrini, radioterapista - Facoltà di Medicina Università degli Studi di Brescia
 Discussione e sintesi

2 
<strong>20\05\08  PRENDERSI CURA E CURARE</strong>
Problema dell’altra parte dell’assistenza
Relatori:
- dr.ssa S. Menard, oncologa, Istituto Nazionale dei Tumori, Milano 
- sig.a E.Trombini, Servizi sanitari, Spedali Civili Brescia
- dott.ssa R. Avisani, Infermieri, Spedali Civili Brescia
- dott. C.Meini, Amministrativi; Spedali Civili Brescia
Coordinatore:
- prof. G.Romanelli, geriatra, Preside Scuola Infermieri, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Brescia. 
Discussione e sintesi

3 
<strong>27\05\08  - I MASS MEDIA</strong>
L’importanza di una corretta informazione 
Relatori:
- dott.ssa  A. Della Moretta, giornalista,Giornale di Brescia 
- dr.ssa L.Monini, giornalista, televisione locale Teletutto
- sig. G. Moreschi, Presidente Associazione “Dall’altra parte, medici e pazienti insieme” 
- sig.na Lisa Festa: Scrittrice
Coordinatore:
- prof .P.Apostoli, Presidente Corso di Laurea, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Brescia.
Discussione e sintesi

4
<strong>03\06\08  IL VOLONTARIATO E LE ISTITUZIONI NEL PERCORSO DI ASSISTENZA</strong>
Essere ammalato e associazioni
Relatori:
- prof. M. Melazzini, Ematologo, Istituto Maugeri, Pavia
- sig.ra M.Tretti Clementoni: Presidente “Movimento dei diritti del malato”; 
- dott.ssa T.Venturelli: Ufficio “relazioni con il pubblico” Spedali Civili di Brescia  
Coordinatore:
- prof. F. De Ferrari, Medico Legale, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Brescia. 
Discussione e sintesi

5
<strong>10\06\08 COMPRENDERE CURARE  E VIVERE</strong>
Relatori: 
- dr.ssa  Z. Margiacchi Bartoccioni, neuropschiatra
- dr.ssa A. Caporaletti, ginecologa 
- prof. A. Porro, storico della Medicina 
- dott. G.Ricca, ass. Sociale, Spedali Civili di Brescia
Coordinatore:
- prof. A.Padovani, neurologo, Facoltà di Medicina, Università degli studi di Brescia. 
Discussione e sintesi 

Conclusioni del corso
- prof. C.Cristini, psicologo, Facoltà di Medicina, Università degli studi di Brescia

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   <title>Un’associazione contro burocrazia e disumanità tra medico e paziente</title>
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   <published>2008-05-02T07:52:32Z</published>
   <updated>2008-05-03T08:29:32Z</updated>
   
   <summary>21 aprile 2008 A Modugno e a Bari, in prima linea medici ammalatisi gravemente MODUGNO – “Ricordo la prima riunione...</summary>
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      <name>Dallaltraparte</name>
      
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://dallaltraparte.modugno.it/">
      <![CDATA[<strong>21 aprile 2008 
A Modugno e a Bari, in prima linea medici ammalatisi gravemente</strong>

<img alt="21%20aprile%20sala%20consiliare.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/archives/21%20aprile%20sala%20consiliare.jpg" width="460" height="345" />

MODUGNO – “Ricordo la prima riunione a cui ho partecipato a Saint Louis (Usa) per un trapianto di polmone. C’era un paziente che aveva tutti i requisiti per ricevere una donazione. Ma qualcuno chiese: ‘L’assicurazione qual è?’. E il trapianto non si fece più, perché quell’assicurazione non garantiva al 100% il rimborso”.
Raccontando l’aneddoto, sorride amaro <strong>Francesco Sartori</strong>, ordinario di Chirurgia Toracica all’Università di Padova. 
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      <![CDATA[A Modugno (nell’Aula consiliare) e a Bari (nella Facoltà di Medicina) ha partecipato al convegno “<em><strong>Esperienze e riflessioni a confronto sulla umanizzazione della medicina</strong></em>”. Qui, insieme ad altri medici di fama internazionale, ha raccontato la personale battaglia contro la malattia, che gli ha reso più evidente la povertà che, troppo spesso, mina i rapporti tra medici e pazienti. Alimentata da cecità, saccenteria e disumanità di molti colleghi.
Gli Usa sono un caso estremo, spiega <strong>Sartori</strong>, e anche un paradosso, “perché, nonostante ciò, noi andiamo lì a imparare. Quel sistema funziona, ma solo per i ricchi. E l’Italia, senza una svolta, rischia di declinare verso quel modello”. Diversa appare la situazione in Francia, dove il paziente può usufruire, oltre che della qualità della medicina, di molti “extra” che curano il suo morale, c’è addirittura l’estetista.  

<img alt="21%20aprile%201%20relatori.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/archives/21%20aprile%201%20relatori.jpg" width="460" height="308" />

Modugno è la sede meridionale dell’associazione “<strong>Dall’altra parte. Medici e Pazienti Insieme</strong>”, grazie anche al lavoro della professoressa <strong>Armida Massarelli</strong>, referente per la Puglia. 
“Esperienze e riflessioni a confronto sulla umanizzazione della medicina” è il secondo convegno regionale. Il primo, “Medici, Ammalati Istituzioni”, si è tenuto a febbraio 2007 e ha posto le basi della collaborazione tra associazione e Università di Bari. Il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, <strong>Antonio Quaranta</strong>, ha sostenuto l’ultimo appuntamento nell’organizzazione e coordinamento del quale ha avuto un ruolo attivo <strong>Pietro Izzo</strong>, professore Associato di Semeiotica e Metodologia Clinica presso l’Università di Bari. 
Tutto nasce da una puntata de "La storia siamo
noi", di <strong>Giovanni Minoli</strong>, curata dal giornalista <strong>Paolo Barnard,</strong> andata in onda più volte sulla Rai. La trasmissione, di successo nonostante il tema, ispira un convegno a Mantova (che diventerà la sede settentrionale dell’associazione). Vi partecipa il preside della Facoltà di medicina dell’Università di Brescia, che poi organizza un altro incontro nella propria città. Qui, nel 2006, l’associazione si costituisce ufficialmente, presidente <strong>Giampaolo Moreschi.</strong> Prende il nome dal libro “Dall’altra parte”, giunto all'ottava edizione. Curato da <strong>Barnard</strong>, è scritto a più mani da <strong>Sandro Bartoccioni</strong>, cardiochirurgo (scomparso nel 2006), <strong>Gianni Bonadonna</strong>, presidente della Fondazione Michelangelo, Istituto Tumori di Milano e presidente onorario di “Dall’altra parte”, e <strong>Francesco Sartori.</strong> Il libro raccoglie la testimonianza diretta dei tre luminari, ammalatisi gravemente. Qui si raccontano ed espongono proposte per una sanità più umana.
“Dal 2006 – spiega Massarelli - numerose associazioni hanno aderito al progetto (le ACLI, l’Associazione Arma Aeronautica, il Cardo Selvatico, la FIDAPA di Modugno, Unsolomondo, Jokkoo, l’associazione Alzheimer). Un ruolo attivo e determinante l’ha ricoperto il portale www.modugno.it, presidente il dott. <strong>Raffaele Paparella </strong>che, oltre a diffondere notizie e contributi sull’associazione, ha creato al suo interno il blog www.dallatrapartemodugno.it. Si è costituita una rete con obiettivi comuni, che ha concentrato energie e risorse. Vi sono impegnate attivamente anche diverse realtà di Modugno, dal <strong>Comune</strong> alla scuola media <strong><em>Francesco d’Assisi</em></strong>. Questa città è simbolica per le problematiche ambientali che la attanagliano, ben descritte nel volume ‘Il profilo di salute della città di Modugno’ presentato proprio nei giorni scorsi. La convergenza tra associazione e Comune è stata istituzionalizzata con l’incontro di lunedì 21 aprile nell’Aula consiliare. Anche l’Amministrazione, ora, è ‘dalla nostra parte’. Vogliamo insieme sensibilizzare l’opinione pubblica alla salute, educarci ad essere medici e pazienti. Il metodo vincente è apprendere tutto dall’esperienza di chi ha vissuto in prima persona la malattia”.
“Siamo stati ben felici di poter patrocinare questa associazione – dice il sindaco di Modugno, <strong>Pino Rana</strong> -. Favorisce la maturazione di una sensibilità e umanità nuova dei medici nei confronti dei propri assistiti. È un’associazione radicata a Modugno grazie all’impegno di un’insegnante straordinaria, Armida Massarelli. Abbiamo anche fatto conoscere la nostra città ai prestigiosi relatori dei convegni, ma soprattutto abbiamo dato ai cittadini la possibilità di conoscere meglio questa importante realtà cittadina e nazionale”. 

<img alt="21%20aprile%20%20sindaco%20.jpg" src="http://dallaltraparte.modugno.it/archives/21%20aprile%20%20sindaco%20.jpg" width="460" height="308" />

Per <strong>Sylvie Menard</strong>, direttrice del Dipartimento di Oncologia Sperimentale e Laboratorio all’Istituto Tumori di Milano, “Sull’umanizzazione del rapporto medico-paziente, l’Italia è indietro anni luce: È ultima in Europa. Non prevede una terapia del dolore. La persona che apprende di avere una grave malattia non è sostenuta nel suo sforzo di rinascita, di riordinamento dei valori esistenziali indotto dallo choc iniziale. Morire bene dovrebbe essere un risvolto di una vita degna. Invece, spesso i malati terminali sono mandati a casa. Gli si toglie crudelmente anche l’ultima speranza. Basterebbe l’esperienza di pochi per contribuire in modo decisivo a correggere questi errori comuni. Ma i medici ‘sani’ trovano spesso tante scuse. Dicono di non avere tempo. È necessario, invece, trovarne”.
E in questo tempo, spiega <strong>Sartori</strong>, i medici dovrebbero mettersi allo stesso livello del paziente, aiutarlo ad accrescere l’autostima, ad uscire dalla depressione nella quale lo trascina la malattia e non lavarsi le mani pensando che dopo sarà lo psicologo a riparare i loro guasti: “Il malato ha bisogno di sentire la parola amica di chi è informato sulla sua malattia. I medici dovrebbero renderlo autonomo, insegnargli a curarsi da solo. Questo gioverebbe anche a contenere le spese fuori controllo della Sanità. Ma è difficile cambiare la testa dei medici – aggiunge <strong>Sartori</strong> -. Già laureati, con una professione, non sono malleabili. Sono convinto che l’azione vada incentrata sugli studenti di Medicina, più aperti. Quando gli parlo della mia esperienza riscontro differenze anche tra questi ultimi: quelli del primo anno, rispetto a quelli del quinto, dimostrano una sensibilità maggiore e hanno più consapevolezza della propria missione. Bisognerebbe riorganizzare i corsi universitari, concentrarli sui fondamenti etici sin dal primo anno ed eliminare un buon 70-80% di esami inutili, spezzettati e solo teorici. Ho già proposto un elenco di materie da cancellare o accorpare. La situazione attuale è frutto di pura follia, c’è un impressionante apparato per giustificare la presenza di molti professori. La medicina oggi può salvare persone che solo 30 anni fa erano condannate. Ma non ha ancora imparato a curare questo suo male profondo. Il mondo accademico è refrattario al cambiamento”.
Eppur qualcosa si muove: “A Brescia, ad esempio - riferisce la segretaria dell’associazione, la dottoressa <strong>Carmen Terraroli</strong> -, è nata l’esigenza di fare un corso di più incontri, con crediti formativi, per i ragazzi del quinto anno. Lo ha chiesto la stessa Università. Diversi medici sono sensibili al problema della perdita della parte emotiva del rapporto con il malato. Una corretta relazione non si recupera solo cambiando il modo di porsi o dedicando più tempo al malato. Si deve rovesciare il modo di concepirlo, vedendo in lui se stessi”.
<strong>Gianfranco Massarelli</strong>, membro del Consiglio Direttivo dell’associazione, sottolinea come a Brescia “si cerchi anche di coinvolgere in questa nuova dimensione anche infermieri e personale amministrativo, che vivono ancor più a stretto contatto con i pazienti”. 
È più ottimista <strong>Zaira Bartoccioni</strong>, psicanalista, moglie di <strong>Sandro Bartoccioni </strong>(di cui, nell’Aula magna di Medicina a Bari, si è proiettato un toccante filmato-testimonianza): “Trovo ci sia una sensibilità nuova tra i medici – dice -. Sembra capiscano di aver perso qualcosa, di vivere in una burocrazia che ha smarrito il contatto con il paziente. Non solo i malati, infatti, ma anche Università e medici chiedono di ascoltare le nostre storie”.
<strong>Mario Melazzini</strong>, direttore dell’Unità operativa complessa, IRCCS, dell'Istituto Maugeri di Pavia, costretto su una sedia a rotelle dal morbo di Gehrig, avverte: “La medicina è entrata nell’era della parsimonia, delle prestazioni quantizzate. Una visita deve essere fatta in pochi minuti, altrimenti cominci a perderci. È frustrante aver studiato tanto per diventare dei burocrati. I medici nel rapporto con il paziente devono abbandonare il mutismo o le parole ‘certe e definitive’, senza scrupoli. Devono imparare l’umiltà, frantumare la barriera mentale che gli impedisce di riscoprire l’empatia, di guardare dall’altra parte. Anche il dolore si può dimenticare quando c’è la speranza, se non di guarire, almeno di camminare insieme”.
Modugno è una città simbolica, dicevamo. Qui, da recenti indagini, la prima causa di morte nel 2004 pare siano diventati i tumori. I principali imputati sono gli insediamenti della zona industriale, a cui si aggiungeranno forse una centrale turbogas e un inceneritore di rifiuti. “Non so se sia più pericolosa una catasta di rifiuti o un inceneritore – si domanda <strong>Menard</strong> -. Io preferisco gli inceneritori. Lo abbiamo visto a Seveso. La diossina è una sostanza talmente forte da ammazzare molto prima che il tumore possa sorgere. Ridursi come Napoli con l’immondizia nelle strade per la paura degli inceneritori è una follia. Nonostante l’inquinamento, guadagniamo 3 mesi di vita ogni anno”.
“Sì – replica <strong>Sartori</strong> -, ma non sappiamo se sarà così ancora a lungo. Potremmo essere vicini ad un’inversione di tendenza. Non è un buon segno il moltiplicarsi di casi di asma e allergie anche tra i bambini. Come staranno questi da adulti, tra 30-40 anni? La salute, secondo l’Oms, va intesa in senso ampio come benessere fisico, ma anche psichico e sociale. Dovrebbe essere messa al centro delle questioni politiche. Non può essere accantonata per far spazio ad altre priorità della cui nocività non siamo sicuri. La salute dev’essere il fine di tutto”.

Giuseppe Daponte

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